Odio
Odio quelle sciacquature di piedi che passano per "cultura contemporanea popolare", odio la demogogia di bassa lega con la quale si comunica in televisione e sui giornali, odio chi passa il pranzo a parlare di lavoro se del lavoro vede solo la contabilità e le tecnicalità terra terra, odio il rumore dei computer - che sono anche brutti, nella maggior parte dei casi - ed odio i vari tizi di cui intuisco le gesta senza sapere la verità, odio aver confuso il bisogno di attenzione con gelosia e possessione, odio non capire, non dominare, non controllare, odio non poter dire di aver vissuto ma di essere solo vivente, odio capire che ho dei limiti e non superarli mai, odio quello che rende speciale il mondo e che non riesco mai a vedere da vicino. Odio la presunzione, la mancanza di stile, la mancanza di gusto, la mia scarsa attitudine a capire, la pigrizia che mi tiene sdraiato al suolo anziché farmi correre in alto. Odio l'ambizione frustrata, la mancanza di talenti, la poca serietà e la cattiveria gratuita. Odio non poter fare l'amore con lei, l'altra e l'altra ancora. Odio quellil che fanno l'amore con lei, quelli che lo fanno con l'altra e quelli che lo fanno con l'altra ancora. Odio i maniaci e odio essere un maniaco frustrato. Odio nascondermi dietro un guscio di mediocrità talmente spesso che non c'è più nessun nocciolo all'interno. Odio il colore delle stagioni viste sotto i cieli di mille città diverse perché non sono in grado di apprezzarlo. Odio la fortuna, perché ti fa pensare che non è mai completa, e allora vorresti batterla duramente, fino ad arrossarti le mani sfinendoti, anche solo per vedere di poter dar ragione a Machiavelli. E io la batterei, anzi la carderei, se solo capissi come fare...

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