Rantolo

Tra i nani, è quello stronzo e per niente fotogenico

martedì, giugno 28, 2005

Odio

Odio quelle sciacquature di piedi che passano per "cultura contemporanea popolare", odio la demogogia di bassa lega con la quale si comunica in televisione e sui giornali, odio chi passa il pranzo a parlare di lavoro se del lavoro vede solo la contabilità e le tecnicalità terra terra, odio il rumore dei computer - che sono anche brutti, nella maggior parte dei casi - ed odio i vari tizi di cui intuisco le gesta senza sapere la verità, odio aver confuso il bisogno di attenzione con gelosia e possessione, odio non capire, non dominare, non controllare, odio non poter dire di aver vissuto ma di essere solo vivente, odio capire che ho dei limiti e non superarli mai, odio quello che rende speciale il mondo e che non riesco mai a vedere da vicino. Odio la presunzione, la mancanza di stile, la mancanza di gusto, la mia scarsa attitudine a capire, la pigrizia che mi tiene sdraiato al suolo anziché farmi correre in alto. Odio l'ambizione frustrata, la mancanza di talenti, la poca serietà e la cattiveria gratuita. Odio non poter fare l'amore con lei, l'altra e l'altra ancora. Odio quellil che fanno l'amore con lei, quelli che lo fanno con l'altra e quelli che lo fanno con l'altra ancora. Odio i maniaci e odio essere un maniaco frustrato. Odio nascondermi dietro un guscio di mediocrità talmente spesso che non c'è più nessun nocciolo all'interno. Odio il colore delle stagioni viste sotto i cieli di mille città diverse perché non sono in grado di apprezzarlo. Odio la fortuna, perché ti fa pensare che non è mai completa, e allora vorresti batterla duramente, fino ad arrossarti le mani sfinendoti, anche solo per vedere di poter dar ragione a Machiavelli. E io la batterei, anzi la carderei, se solo capissi come fare...