Rantolo

Tra i nani, è quello stronzo e per niente fotogenico

sabato, febbraio 05, 2005

Prepararsi alla vita

Ormai un dottorato non si rifiuta più a nessuno. Se non siete arrivati almeno a una scuola di specializzazione, siete dei minorati. Solo la laurea? Poveretti. Neanche quella? Ma che parliamo a fare?

Nel mondo morattesco-aziendale della carriera per la carriera, del curriculum per il curriculum, si è persa la luce e il senno di quel che si dice. Per prepararsi alla vita sono i titoli quelli che contano. Prendiamo per esempio i concorsi universitari per l'ambita posizione di ricercatore universitario, il primo dei tre gradini del pubblico impiego della didattica e ricerca d'eccellenza (sono proprio quelli che in questi giorni scioperano, i poverini, perché in possesso di posto fisso e garantito, senza criteri di valutazione se non per i successivi passaggi di carriera, non per il mantenimento dello status).

Si parte come picciotti di cosca: sono col barone giusto, da tot anni a lavorare come uno schiavo (c'è chi fa la spesa e va a prendere i figli a scuola in vece del luminare), è automatico che debba vincere il concorso. Qualcuno più giovane e più bravo? Macché, solo più raccomandato.

Come stabilire allora chi è intelligente, preparato, capace? Con il criterio delle pubblicazioni, ovviamente. E le commissioni nazionali, anzi locali, anzi nazionali di nuovo... C'è tutto un mondo di persone che nascono e crescono abbrutite dall'idea che siamo tutti uguali, che tutti meritiamo un posto al sole per il solo fatto di esistere, che pensano che esserci equivalga a meritare. Ma non tutti nascono Riccardo Muti, e non tutti, per questo, hanno diritto (ripeto: diritto, secondo loro) di dirigere l'orchestra della Scala...